RICERCA SULL’EMIGRAZIONE ITALIANA NELLO STATO DI SANTA CATARINA (BRASILE) 4

Giovedì 31 ottobre il direttore del Centro Studi ha fatto visita alla miniera di carbone dell’Empresas Rio Deserto di Treviso (Criciùma, Brasile), dove lavorano alcune centinaia di persone, tra le quali anche molti italo-brasiliani. La visita è stata possibile grazie all’interessamento diretto del Sindaco di Criciùma ed è avventa alla presenza del Responsabile della sicurezza e dell’Ingegnere direttore tecnico del notevole impianto minerario, i quali hanno accompagnato il visitatore, affiancato da un interprete, nelle viscere della terra, dove operano diverse squadre di minatori. In particolare la visita è stata concentrata nel settore dove lavora il “minatore continuo”, ossia una grossa macchina operatrice (Minerador Continuo), azionata da un telecomando, che scava e macina le pareti del prezioso minerale. Il materiale viene poi caricato su grossi trattori e quindi immesso sui nastri trasportatori diretto in superficie, dove viene lavato, selezionato (scorporando la pirite e gli scarti), vagliato e infine trasportato con grossi camion di cava sino alla ferrovia. La società ha inteso dimostrare che è possibile coniugare l’estrazione, la tecnologia e la sicurezza. L’uso degli esplosivi, infatti, è stato contenuto in un solo settore della mina, dove risulta difficile utilizzare il Minerador Continuo. L’area di Criciuma è ancora oggi una importanza zona mineraria del Brasile e le miniere, a partire dalla fine degli anni Trenta del secolo scorso, hanno rappresentato un’alternativa al lavoro nelle colonie, anzi per certi versi hanno segnato la fine del periodo della colonizzazione delle terre e avviato la fase dello sfruttamento delle risorse del sottosuolo. La visita alla miniera ha occupato tutta la mattinata ed è terminata alle ore 15:00.

Durante la seconda parte del pomeriggio e nella serata sono state effettuate altre due interviste ad altrettanti cittadini brasiliani discendenti dei primi colonizzatori lombardi, Pierini Antonio e Bonfanti Modesto di Crisciùma.