Da Florianopolis, a bordo di un’automobile messa a disposizione da UDESC e in compagnia di un “motorista” assai gentile che ha fatto da Cicerone, il direttore del Centro Studi ha raggiunto la città mineraria di Criciùma, percorrendo in due ore e mezza gli oltre duecento chilometri di distanza e raggiungendo la “Casa della Cultura”, dove c’era ad attenderlo la Presidente del Circolo dei Bergamaschi di Rio Maina. La nuova base operativa è stata stabilita presso l’Hotel Zatta di Criciùma. Il viaggio ha messo in evidenza alcuni caratteri sociali, ambientali ed economici del territorio. Da poco usciti da Forianopolis, è stata attraversata un’ “area indigena”, dove vivono, come in una specie di riserva, alcuni gruppi di indios che, secondo l’opinione corrente della popolazione, “non vogliono lavorare ma desiderano avere tutti i moderni prodotti della società, dai telefonini alle scarpe da tennis di ultima generazione”. Pensiamo che non sia proprio così. Intanto il paesaggio scorre davanti agli occhi in tutto il suo fascino tropicale, con ampie foreste verso l’entroterra in gran parte inesplorate, mentre la piana che dà verso il mare è un susseguirsi di gruppi di case sparse di legno o mattoni, molte delle quali con il solo piano terra e di recente costruzione. All’intorno i segni di un’economia agricola connessa al soddisfacimento dei bisogni familiari, con limitati appezzamenti a orto o destinati alle colture agrarie e pochi capi di bestiame (vacche e cavalli). Avvicinandosi a Crisciùma, però, il paesaggio cambia aspetto e all’intorno lo sguardo è catturato da estese e floride risaie e dai “camini” per fornaci degli impianti per la costruzione e la cottura di mattoni e coppi per l’edilizia e per la lavorazione della ceramica. Inoltre il continuo andirivieni di grossi autoarticolati per il trasporto di merci denota una economia in evoluzione e in crescita.
Durante il pomeriggio è stata effettuata la prima intervista al signor Uggioni Nelio Pedro, nella sua abitazione privata di Crisciùma, mentre la sera il direttore del Centro Studi ha partecipato alla riunione del Consiglio direttivo del Circolo dei Bergamaschi di Rio Maina (vedasi la fotografia). Argomento preminente della discussione è stato il programma delle iniziative per la Festa dell’Immigrazione indetta dal 13 al 15 novembre prossimo. Tutti i tredici componenti presenti all’incontro hanno sollevato da un lato la questione del poco interesse manifestato dalle autorità consolari italiane alle loro attività e così pure hanno lamentato il fatto che anche dall’Italia non si sentono aiutati e confortati nell’impegno da essi profuso nelle molte attività promosse. In compenso molte Municipalità brasiliane hanno riconosciuto pubblicamente il preminente interesse pubblico delle associazioni e dei circoli italiani, ponendoli quindi sotto tutela, in relazione ai diversi servizi sociali che promuovono e della popolazione che rappresentano.