Ricerca sull’emigrazione italiana nello Stato di Santa Catarina (Brasile) 1

Il gruppo di lavoro ha mosso i suoi primi passi nello Stato di Santa Catarina. Giunto all’aeroporto di Florianopolis nel primo pomeriggio del 27 ottobre scorso, c’era ad attenderlo il professor Milton de Andrade (Università UDESC di Florianopolis), che ha accompagnato i quattro componenti dell’équipe all’albergo Maria do Mar, dove è stata allestita la base operativa. Già nel pomeriggio del 27 ottobre sono stati presi i primi contatti con le due realtà oggetto dell’indagine, ossia le regioni di Criciuma e Botuverà, presso le quali sono operanti alcuni organismi associativi delle comunità lombarde. Fa specie osservare come, a distanza di circa diecimila chilometri, dall’altra parte del globo terrestre, esistano comunità di discendenti dei primi emigranti bergamaschi, approdati Oltreoceano nella seconda metà del XIX secolo, le quali hanno conservato l’antico idioma del Paese d’origine, che ancora oggi viene utilizzato quale strumento di comunicazione quotidiana e per l’esercizio delle attività. Nei prossimi giorni sapremo fornire ulteriori dettagli.

Il 28 mattina il gruppo ha visitato la città di Florianopolis, per cogliere alcuni elementi utili alla comprensione della società locale e dell’ambiente circostante, che si presenta ricco di elementi di modernità e nel contempo carico di contraddizioni. Al benessere palesato dai grattacieli disposti sul lungomare fanno seguito, incastonati sul verde colle restrostante, gruppi consistenti di case frutto di un’edilizia spontanea, povera, precaria. Al mercato cittadino, situato dentro una una tipica costruzione coloniale, con le quattro torri agli angoli e un ampio cortile interno, si trova di tutto e nei tradizionali bazar pare di rileggere la pratica commerciale delle antiche botteghe che un tempo caratterizzavano la vita dei villaggi rurali di Bergamo, ma non solo, dove si poteva ottenere e ordinare qualsiasi merce. Un tuffo nel tempo. Agli angoli delle strade donne indigene con i loro bambini, certamente provenienti dall’interno, promuovono i rispettivi oggetti artigianali e artistici, accanto agli arrotini che offrono il loro servizio su biciclette adattate, ai lustrascarpe e ai venditori di bibite e alimenti tradizionali.  Situazioni che riconducono i visitatori, accanto a una natura caratterizzata da maestose piante tropicali, al contesto latinoamericano, che in molti tratti è mascherato da elementi e argomenti tipici della cultura europea o nordamericana.

Domani, 29 ottobre, mentre il professor Massimo Ruffilli terrà una lezione all’Università di Florianoplis sulla straordinaria figura di Amerigo Vespucci, Antonio Carminati, direttore del Centro Studi Valle Imagna, si recherà nella cittadina di Criciuma, dove sono stati costruiti i primi contatti con la comunità lombarda del luogo, per le interviste e la raccolta delle fonti documentarie.