In mattinata è stata visitata l’azienda metalmeccanica della famiglia Pierini per la progettazione e la realizzazione di stampi industriali in acciaio, alluminio e altre leghe. Le numerose macchine a controllo numerico, alcune delle quali costruite in Brasile (le più piccole) e le altre importate dagli Stati Uniti d’America, consentono all’azienda di essere competitiva e di fornire prodotti d’avanguardia in una società fortemente protesa in avanti e in evidente accelerazione sul piano industriale. La cultura agraria delle antiche colonie sembra cedere il passo al nuovo corso del progresso, che a Crisciùma è stato avviato nella seconda metà del secolo scorso, con lo sfruttamento intensivo delle risorse minerarie (carbone fossile). Anche gli ultimi discendenti dell’antica famiglia Pierini, di coloni e agricoltori provenienti dall’Italia verso la fine del diciannovesimo secolo, oggi sono laureati e sono impegnati nella conduzione dell’impresa etalmeccanica della famiglia, sia l’ingegnere meccanico (specializzatosi in Germania) che il responsabile della gestione sistemica dell’azienda, due giovani fratelli appassionati del loro lavoro.
Prima di congedarci, abbiamo fatto visita all’anziana mamma della famiglia Pierini, ultranonagenaria e da alcuni anni allettata a seguito di una grave malattia, che sembra però conservare la serenità dell’animo. A colazione abbiamo ricevuto la gradita visita dei professori Alessandro Ubertazzi, Massimo Ruffilli e benedetta Terenzi, nei giorni scorsi impegnati per alcuni convegni e lezioni nell’Università di Florianopolis.
Durante il pomeriggio sono state realizzate le ultime due interviste nell’area di Criciùma, relative alla famiglia Pagani (con l’intervento anche del signor Bruno Scussel) a Treviso e alla famiglia Innocenti Antonio di Montagnau, un’area montana colonizzata alla fine dell’Ottocento da circa quattordici famiglie di Bergamaschi, oggi ricca di bananeti e di piantagioni di eucalipto.