Il poco tempo a disposizione determina una accelerazione dei ritmi di ricerca, per cercare di raccogliere tutto il materiale possibile. In mattinata sono state effettuate due interviste, dapprima al signor Pedro Luis Bonomini e quindi ad Erico Maestri, entrambi discendenti dei primi coloni bergamaschi. Durante il pomeriggio, invece, in aggiunta alle due interviste ai signori Luis Zefferino Pedrini ed Euclide Paolini, il direttore del Centro Studi ha effettuato alcune riprese nel campo di coltivazione della pianta di tabacco della famiglia Paolini, originaria di Bergamo, dove gli ultimi discendenti dei primi coloni italiani, emigrati a Botuvera verso la fine del diciannovesimo secolo, stavcano effettuando il raccolto nel corso di una giornata di intenso lavoro. Un lavoro svolto ancora rigorosamente a mano, con la schiena curva tutto il giorno e il volto (attaccato dai moscerini in una giornata particolarmente umida) riversato verso terra sulle foglie ingiallite da strappare alla base del caspio. Queste, poi, raccolte in mazzi e caricate sul carro trainato dal trattore, vengono trasportate in cascina e ordinate sui soppalchi interni della grande “stufa” per l’essiccazione (vedasi la fotografia). Una tecnica tradizionale di antica provenienza.
Trattenuto a cena dalla famiglia Paolini, dove l’accoglienza e la gentilezza non hanno limiti, il direttore del Centro Studi ha fatto prima visita a una vecchia segheria tradizionale e poi a un mulino, due testimonianze straordinarie dell’ingegno e della straordinaria intraprendenza dei coloni. Tali ultimi due laboratori artigianali saranno oggetto domani di videodocumentazione. Durante l’incontro con il Sindaco di Botuvera, al termine della giornata, il Direttore del Centro Studi ha sostenuto la necessita’ di porre sotto tutela questi impianti, trattandosi di “attivita’ di frontiera” che tra pochi anni non esisteranno piu’, sorpassate dalla soprendente velocita’ di un Paese in forte accelerazione industriale, tecnologica e nel settore dei servizi.