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Valdimania De Lemenne – Tomo I

Dalle origini al XV secolo III - primo tomo

COD: 9788864171241 Categorie: ,

DESCRIZIONE

Già dal dodicesimo secolo esistevano in Valle Imagna contrade rurali ben strutturate, grazie all’affermazione delle famiglie e della piccola proprietà rurale, che ha consentito la sopravvivenza di gruppi stabili in contesti impervi e distanti dai principali centri cittadini, probabilmente di scarso interesse da parte del potere feudale, più orientato ad ottimizzare l’esercizio delle sue prerogative in contesti meno impegnativi e più appetibili sul piano produttivo, ma anche più facilmente governabili. La conquista delle autonomie locali, quale importante seppur parziale affermazione del principio di libertà dei territori, è stato un lungo processo che, avviato nel periodo medioevale, ha caratterizzato la vita politica e religiosa delle comunità locali per un millennio e, ancora alla fine dell’Ottocento, ricorrono petizioni di coalizioni di famiglie e di contrade per sganciarsi da un’autorità religiosa e aggregarsi a un’altra, solitamente quella più vicina o in grado di soddisfare meglio le diverse opportunità degli istanti. Le prime tre parrocchie della Valle Imagna a separarsi dalla Pieve di Lemine (Strozza, Sant’Antonio di Berbenno e Sant’Omobono) nel tredicesimo secolo hanno acceso la miccia dell’autonomia e, nei secoli successivi, diventando a loro volta Chiese-madri, hanno generato altre cappellanie, grazie al rafforzamento degli insediamenti rurali, anche quelli più periferici e distanti dai centri principali, i quali acquisivano forza economica e prestigio sociale tali da produrre forme spinte di decentramento di funzioni di autogoverno dei rispettivi territori, sino a definire la geografia politica e religiosa della valle che conosciamo oggi. Paolo Manzoni, con questa preziosa opera, volge lo sguardo non sulla storia di un singolo villaggio, bensì dell’intera valle,  studiata nelle sue diverse declinazioni territoriali e familiari, centrali e periferiche, civili e religiose. In questo senso si può affermare che l’opera ricostruisce l’identità storico-culturale della Valle Imagna.

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