Il Mago della Montagna
Carlo Vitori maestro, sculture e poeta di Brumano
COD: GTI8
Categorie: Gente e terra d'Imagna, Libri
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AUTORE:
Sarah Gazzola, Sergio Poli, Alberto Benini -
LUOGO EDIZIONE:
Bergamo -
ANNO EDIZIONE:
2010 -
PAGINE:
239 -
ISBN:
9788864170190
DESCRIZIONE
Nel piccolo villaggio sul monte, alle pendici del Resegone, egli mise a frutto – ovviamente sempre con spirito di servizio – molte altre capacità. E’ stato scultore, scrittore e poeta, ma anche geometra e musicista, saggio consulente e arbitro nelle vertenze private tra gli abitanti, relative soprattutto alle questioni di proprietà e di definizione di confini, che spesso era chiamato a dirimere. Figlio di bergamini – lui stesso fu mandriano fino a ventisei anni – nonostante avesse conseguito la licenza di maestro, mai abbandonò il paese ai piedi della Costa del Palio, bensì si prodigò per restituire alla sua gente i doni elargitigli da Minerva, che non lo volle mai definitivamente lontano da quel presepe d’altri tempi e dall’armento. Il vecchio maestro di Brumano, attraverso questa pubblicazione, sapientemente curata da Sarah Gazzola, Sergio Poli e Alberto Benini, ritorna a far parlare di sé. Se a distanza di tanti anni è stato possibile ricostruire gran parte della sua produzione artistica, dobbiamo ringraziare quei parenti che hanno conservato diligentemente un quadernetto autografo predisposto dallo stesso Carlo Vitari, ma anche allo scorrere del tempo tutto sommato clemente nei confronti di gran parte di sculture sparse nei boschi, nonostgante evidenti atteggiamenti di incuria. La sua opera educativa e artistica riflette la scelta singolare di trasferire nel contesto di Brumano arte e cultura non limitate all’adempimento dei compiti connessi con l’istruzione elementare. Carlo Vitari ha saputo espanbdere all’intorno continui stimoli e interessi creativi anche negli altri campi dell’arte e dell’esercizio di talune professioni connesse alle esigenze concrete delle famiglie rurali. Il volume, infatti, intende non solo aprire un canale di ricerca e di conoscenza per avvicinarsi alle sculture e agli scritti di Carlo Vitari, ma rappresenta un esplicito invito alla rilettura della storia sociale delle persone che hanno caratterizzata e resa vivace, per certi aspetti anche singolare, un’esperienza insediativa collettiva, che nei secoli trascorsi si è sviluppata nella conca d’Imagna e sui suoi versanti. Un vero omaggio, dunque, ai luoghi della vita e del lavoro degli abitanti di Brumano di ieri e di oggi, oltre che un atteggiamento riconoscente nei confronti delle espressioni culturali e creative, da porre in relazione non solo alle istanze di quanto risultava “necessario” alla sussistenza del gruppo, ma anche di ciò che pareva “migliore” o “più bello”. Ecco dunque che, seppure in un contesto ambientale apparentemente isolato e marginale, la pietra cessa di essere solamente il semplice materiale per la costruzione di case e stalle, utilizzata nei pavimenti, per i muri perimetrali in elevazione o nelle caratteristiche coperture dei tetti, ma inaspettatamente diventa la materia prima da cui ricavare un’opera d’arte, frutto della creatività e dell’ingegno dell’artista lapicida e costruttore. Dall’utile (o necessario) al bello, anche sotto il profilo estetico e del gusto popolare. Gli autori di questa preziosa monografia hanno bene descritto e sviscerato i diversi aspetti storici e artistici connessi con la produzione e l’opera del Maestro, estendendo l’indagine alle sue manifestazioni sociali salienti: un significativo contributo utile a cogliere la dimensione umana della comunità di Brumano di oltre cent’anni fa, per ricostruire alcuni aspetti “ambientali” del contesto concreto dei luoghi, senza trascurare l’ambito emozionale e soggettivo dell’esperienza di vita personale dell’artista, nel contesto del gruppo sociale di appartenenza. Le opere scultoree del Maestro costituiscono parte integrante dell’ambiente rurale nel quale si trovano inserite, pur trattando argomenti anche di natura religiosa e filosofica, mentre molti testi letterari richiamano persone e situazioni ben conosciute dalla comunità locale. Dopo avere ricostruito le circostanze di tempo e di luogo che hanno contribuito a delineare le sensibilità del maestro, mettendo a fuoco i suoi interessi poliedrici, al termine del volume viene offerta la testimonianza diretta resa da Giuseppe Manzoni (classe 1923). Questi ha conosciuto personalmente il Maestro e ha assistito al fenomeno epocale di trasformazione del paese, con la fine della civiltà dei bergamini e l’abbandono delle terre di monte. Egli non ci parla solo del Maestro e di come l’artista era rappresentato tra gli abitanti del villaggio, ma racconta la dimensione rurale di Brumano nel suo complesso, senza cioè trascurare altre situazioni rilevanti, come l’emigrazione e la guerra, che hanno caratterizzato, con il loro carico di dramma umano, il Novecento valligiano.





