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Giovanni Battista Angelini. Le quattro stagioni di Bergamo.

DESCRIZIONE

“Le quattro stagioni di Bergomo descritte in quattro capitoli in terza rima con le annotazioni de riti del gentilesimo comparati ai costumi moderni e in che differenzian da loro” annotava l’abate Giovanni Battista Angelini nel suo elenco delle opere la lui composte. Circa 2.500 terzine per descrivere la vita dei bergamaschi nel Settecento. Usi, costumi, tradizioni e mode sono dipinti con molte sfumature e toni realistici da un attento “cronista” del secolo dei lumi. Così si può definire il ruolo dell’abate Strozzese: un cronista che ci riporta quell’atmosfera presente nella terra bergamasca prima che giungesse il vento impetuoso della rivoluzione francese. L’autore specifica che ha inteso comparare costumi antichi e “moderni” delle diverse categorie sociali presenti in città e nella villa. Dalla nostra prospettiva viene da pensare a un mondo antico, ormai tramontato; invece, dalla lettura, emerge come per certi versi sia sì irriconoscibile, ma per altri risulti attualissimo. Sono cambiate le mode esteriori, i luoghi in cui viviamo, ma l’animo umano, soprattutto quel lato truffaldino e godereccio delle persone, è rimasto tal quale.

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