Il professor Costantino Locatelli, la voce della Valle Imagna, socio fondatore e componente del Consiglio Direttivo del Centro Studi Valle Imagna, si è spento domenica 4 marzo 2007 nella sua casa di Bergamo. La Valle Imagna perde uno dei suoi massimi esponenti.
Ciascuno di noi ha davanti a sé alcune persone che segnano la strada e agiscono da riferimenti per tutta la vita. Nel momento del commiato, che avremmo voluto non arrivasse mai, si sovrappongono molti pensieri confusi, soprattutto quando a mancare sono le figure importanti non solo a livello personale, ma per la storia e la cultura di un’intera valle. Il professor Costantino Locatelli è uno di questi veri maestri della quotidianità: passo dopo passo, con molta umiltà e soprattutto senza clamore, ma con determinazione e la tenacia della goccia che scava la roccia, egli ci ha offerto uno stile di vita, come esempio.
Costantino fa certamente parte del drappello dei “giganti”, di quanti cioè hanno saputo e voluto “pensare alla grande” e “in positivo”, nonostante le difficoltà di tutti i giorni, la fatica per tirare avanti e superare le difficoltà, le mutilazioni e le sofferenze. L’intensa e ricca vita interiore gli ha permesso di discernere e sedimentare i valori più profondi dell’esistenza, della famiglia e dell’amicizia, come pure della storia personale e sociale della sua gente, trasferendo con naturalezza il proprio carico di umanità alle persone che gli stavano accanto. Sino all’ultimo respiro.
Soffuso di saggezza, non disgiunta da un pizzico di ironia, e persino di autoironia, Costantino Locatelli si colloca nell’empìreo dei referenti di questa valle (che tanto ha amato e desiderato anche durante gli ultimi giorni della sua vita terrena), ma più in generale di tutta la cultura bergamasca, avendone egli saputo coniugare gli aspetti per così dire “colti” o classici con quelli popolari.
Così il Centro Studi Valle Imagna ricorda il professor Costantino Locatelli, l’amico, la voce della valle, il compagno di viaggio, l’uomo da cui attendere sempre provvidi e utili consigli, il pilastro cui ancorarsi nei momenti di sconforto.
Costantino ha percorso attivamente tutte le tappe del nostro sodalizio, dalla costituzione del Centro Studi ad oggi, e certamente ne caratterizzerà, in futuro, molte altre ancora, grazie agli insegnamenti, agli scritti, alle parole che ci ha consegnato. Un vero tesoro di valori umani e spirituali.
Prima che si compisse il suo destino, Costantino ha potuto portare a termine un altro concreto diletto, ossia la ricerca etnografica, condotta a più mani, sul villaggio di Morterone, il più piccolo Comune d’Italia, ben conosciuto dai nostri bergamini e valligiani. Già consegnato alle stampe, il libro vedrà la luce tra poche settimane. Costantino desiderava tanto fare ritorno sugli alpeggi e visitare le contrade, oltre la Costa del Palio, che gli ricordavano l’infanzia, soprattutto l’età scolare, quando, nell’aula della scuola rurale di Brancilione di Sopra, il mese di maggio, gli alunni erano piacevolmente distratti dal transito in valle delle mandrie, provenienti dalla Bassa, dirette ai verdi pascoli della Piàca e di Morterone, con il loro inconfondibile rumore di campanacci.
Sono trascorsi ormai molti decenni da quei momenti e oggi l’amico Costantino, sensibile e appassionato testimone di un secolo di vita valligiana, dalle ben più alte e beate vette dei Campi Elisi, certamente ha già posato il suo sguardo su quella “valle dei silenzi eterni” (così come la chiamava Mons. Carlo Figini, dalla Culmine di San Pietro), cui anch’egli si è ricongiunto.
Il suo corpo si è unito per sempre ai suoi avi, nel grembo della terra. Un ulteriore invito al raccoglimento e alla speranza, per questo nuovo e grande seme, che certamente darà un futuro alla Valle che l’ha accolto con amore, come la sua mamma.
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In allegato: file pdf “Saluto alla mia gente con sentimenti di gratitudine” di Costantino Locatelli.