ARCHIVI - EDILIZIA RURALE

Il patrimonio nascosto della valle

A fronte del rischio di perdita definitiva delle memorie storiche del territorio e del pubblico interesse per la loro conservazione e valorizzazione, il Centro Studi Valle Imagna ha realizzato un sistema di gestione informatica del patrimonio culturale dell’edilizia tradizionale, attraverso il censimento delle architetture tradizionali, dei beni storico artistici e dei manufatti del mondo rurale. L’ambito culturale territoriale della Valle Imagna ha peculiarità forti per quanto riguarda la tradizione e l’architettura rurale. L’isolamento ai traffici principali e la povertà economica della Valle protrattisi fino agli anni ’70 hanno consentito un’eccezionale permanenza dei modi di vita e di lavoro tradizionali, con le strutture insediative del passato fra le quali spiccano le case-stalle di pietra con i caratteristici tetti in piode a forte pendenza. Fenomeni contraddittori, quali lo spopolamento e la più recente spinta alla trasformazione e all’ammodernamento infrastrutturale ed edilizio, hanno compromesso fortemente il patrimonio culturale imagnino. Il pericolo oggi è l’oblio completo, la cancellazione dei segni e la perdita di riconoscibilità e identità dell’uomo con la sua terra. L’iniziativa della creazione dell’archivio della cultura materiale promossa dal Centro Studi è estremamente importante per tutto il territorio della Valle.

Con l’esperienza della prima campagna di catalogazione dell’edilizia diffusa, finalizzata allo studio della principale tipologia presente in Valle (la stalla-fienile) si sono rilevati i fattori di rischio di perdita. Tali fattori si possono riassumere nel degrado dovuto ad incuria o abbandono e il rischio di perdita per ristrutturazione inadeguata. Il primo fenomeno è in atto dal secondo dopoguerra ed è parallelo al problema dello spopolamento e alla trasformazione-disfacimento degli ambiti tradizionali del lavoro contadino, della famiglia patriarcale, ecc. Il secondo e più preoccupante riguarda la nuova destinazione residenziale turistica che assumono i fabbricati rurali specialmente nei territori dotati di accessibilità carrale e con valenze panoramiche quali i pascoli a valle della catena del Monte Resegone nei territori amministrativi di Fuipiano e Brumano.

Fattore decisivo per la conservazione dei manufatti è il rispetto degli ambiti di localizzazione, cioè dei contesti naturali antropizzati (costituiti dai pascoli, dai campi terrazzati, dal bosco, dalle radure, dalle mulattiere, dalle strade antiche, dalle delimitazioni di confine, dai manufatti accessori). Fra questi spazi aperti e i beni tradizionali esiste un legame molto forte che garantisce la piena leggibilità e il senso degli uni rispetto agli altri. È ancora molto bassa tuttavia la sensibilità alla conservazione o al riuso appropriato del contesto in quanto sentito come spazio neutro, vuoto, non significativo. Il bisogno urgente che emerge è quello di preservare dalla trasformazione non solo il bene singolo ma il sistema complesso e vulnerabile delle localizzazioni insediative tradizionali. Lo strumento del censimento ci sembra appropriato per approfondire lo studio e sollecitare il dibattito pubblico sui regolamenti e la corretta progettazione degli interventi edilizi di recupero e di ristrutturazione.